( parodi/terzitta/bonfanti/ravera )
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intro sol do re
sol
re
a volte troppe note non servono
do
meglio suonarne due sole
sol
re
ci sono giorni in cui le frasi si annegano
la-
in un bicchiere di parole
sol
re
in quei momenti le mani si chiudono
do
sul primo accordo di un blues
sol
re
se fra le dita avessi avuto le piume
la-
sol do re
avrei volato di più
sol
re
da queste vecchie finestre a mezzo sputo dal fiume
do
posso lanciare la ghiaia ai bordi del letto
sol
re
la-
e non c'è polline a segnare la via nè a fiore nè a insetto
sol
nè ai sentieri disegnati dalla luce di un lume
re
do
ma qualche palude più in là c'è un cappellaio che danza
sol
sta in una fiaba più in giù ed è matto abbastanza
re
la-
nel suo spettacolo ha già una bambina di spalla
ma non so dire se è per me che balla
do
ho pochi accordi labili
sol
che si perdono come bottoni
la-
li cucirò più stretti
do
re
sol do re
fra questi quattro stracci di canzoni
sol
re
fra il solco e la puntina corre
do
questo mio cuore valvolare
sol
re
incantato come un vecchio disco
la-
nel suo juke box
sol
re do
in mano ho l'ultima moneta pronta
da impegnare
sol
re la-
per volare con le ali che non ho
do
e appena mezza strofa
sol
nelle tasche dei pantaloni
la-
la seminerò per terra
do
re
sol do re
sotto l'albero delle canzoni