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Bandiera
"In piedi sul banco chiamo/capitano mio capitano/scrivi
tutto ciò che è dentro me/capitano mio capitano trasforma le
mie parole in pane e i miei pensieri cattivi in conchiglie
da ascoltare/in dolce eco d'altromare/in foglie secche da
tenere/tra le pagine di me". |
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Potrebbero bastare queste righe Poesia al servizio di una musica dolcissima, la voce di Max Parodi, il dobro di Paolo Bonfanti e il test ispirato di Paolo Terzitta, ma c'è molo di più. C'è un disco intero da ascoltare: 42 minuti di ottima musica e una band destinata a far parlare molto di sé. La Rosa tatuata, con "Bandiera genovese" doppia la boa ( difficile ) del terzo disco ( considerando il primo mini-CD ). Clandestina quanto basta, per attrarre l'attenzione dei curiosi, la band è un solido combo rock che si appoggia su ottimi testi e giuste frequentazioni musicali. Il
disco prende il titolo da un verso di Ivano Fossati e lo stesso
Ivano viene citato come "il nostro capitano" in calce a
"Tra le pagine di me",mente la lista dei collaboratori
propone i Gang ( i fratelli Severini ) in due gocce, Fabrizio De
André In "Al centro del temporale", il bel disco precedente aveva invece collaborato Massimo Bubola. Con appoggi ( e riferimenti ) culturali simili partiamo bene. La
realtà ci dimostra che arriviamo ancora meglio. Undici pezzi Tra le pagine di me sono due minuti di pura ambrosia, Matto abbastanza, Le cose che cambiano e Nato negli anni '70 alzano il tiro rock, mentre Dulcinea e Niente di più di quello che ci capisci ritornano ad atmosfere acustiche e ritmiche rilassate. Insomma, il classico CD da inchiodare sul lettore, consumare e imparare a memoria: da non farsi sfuggire per nessun motivo. Se
"Danza" dei Sulutumana è stata la grande sorpresa di
Giorgio Maimone L'ultimo
disco della rockband ligure non ha nulla di sotterraneo, se non
Il titolo dell'album è un omaggio "al nostro capitano" Ivano Fossati. A lui sono dedicate anche le parole di "Tra le pagine di me", da ascoltare fino in fondo, punteggiatura compresa. Grazie anche alle tante collaborazioni - coinvolti musicisti di Blindosbarra,Yo Yo Mundi, Gang e Buio Pesto, la produzione è di Paolo Bonfanti - si respira un insolito spirito di gruppo ed una consolante energia positiva. Da
ricordare la visionaria "Matto abbastanza", la ninna nanna
rock "Quello che ci capisci", la fiabesca "Due Gocce"
e "Rimini", tributo live a De Andrè. [da "Musica di Repubblica" n.304 novembre 2001] BANDIERA
GENOVESE
Se vi dico che questo combo genovese nasceva dieci anni fa con il nome di Little Bridge Street Band intenderete subito quale fosse l'ispirazione primigenia. Riguardo a quelle attuali sono esplicite una dedica a Ivano Fossati, una cover calligrafica ma sentita di "Rimini" di Fabrizio De André e alcuni ospiti: tre Yo Yo Mundi e sopratutto i fratelli Severini. Ecco: pensate alla Rosa Tatuata come a una versione appena più cantautorale degli ultimi Gang ( che comunque alla migliore tradizione dell'italica canzone d'autore debbono parecchio ) e andrete vicini al pathos e alle atmosfere di "Bandiera Genovese". Disco mediamente pregevole con un solo scivolone ( l'innodia rancidella di "Nato negli anni ' 70" ) e in compenso alcune canzoni che ascoltate dal discografico giusto ( ne esistono? ) potrebbero proiettare il gruppo in ben altre dimensioni rispetto a quelle esplorate in queste pagine. Il consiglio è di partire dal fondo, ma dal fondo davvero, dalla traccia fantasma che segue lo squisito apocrifo fossatiano "Niente di più di quello che ci capisci" : "Le cose che cambiano", già presentata sette tracce prima in una versione al pari trascinante, riceve dal cameo di Marino Severini ulteriore propulsione verso empirei da "Storie d'Italia". Bellissima, come d'altronde una "Quello che ci capisci" che potrebbe essere di un Bubola in forma smagliante, "Due gocce" molto Faber, una "Dulcinea" teneramente folky. Peggio per voi se ve le perderete. E.C. [da "Il Mucchio Selvaggio" n.472 febbraio 2002 |
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